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L'arte è o plagio o rivoluzione

Eugene Henry Paul Gauguin
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Sara Baldi (del 21/11/2008 @ 11:00:00, in Non solo arte, linkato 55 volte)
Con il 1° Dicembre torna la giornata mondiale contro l’AIDS, istituita nel 1988 dall’ Organizzazione mondiale per la Sanità , ormai riconosciuta in molti paesi del mondo; e la città di Firenze non vuole mancare a questo importante appuntamento.

Stefano Corso, presidente delle LILA (lega italiana per la lotta contro l’AIDS) di Firenze , ha spiegato : “ l’attività di quest’anno non si vuole esaurire in una sola giornata ma, estendersi per tutta la settimana per far capire che il problema AIDS non esiste solo il 1° Dicembre. Nel 2007 la Toscana si piazzava al quinto posto per numero di casi AIDS, è passata quest’anno al terzo: questo ci deve far impegnare a puntare sulla prevenzione”.

Si inizia domenica 30 Novembre nel pomeriggio presso Piazza della Repubblica dove la LILA, grazie al sostegno dei volontari, distribuirà materiale informativo promuovendo la prevenzione , tutto questo sarà accompagnato da momenti di intrattenimento con danza e canto.



Evento atteso sarà quello di venerdì 5 Dicembre alle ore 17 presso il Saloncino del Teatro della Pergola dove si terrà un’asta benefica di arte contemporanea :” l’ arte contemporanea abbraccia la LILA “. Al momento tra gli artisti confermati : Barletti, Carpini, Ciccione, Di Volo, Giandotti, Giuliani, Falqui, Ficalbi, Lodigiani, Nannoni, Natali, Podestà, Porrari, Rattazzi, Scuderi, Sodi, Turlinelli.
Parteciperanno all’iniziativa esponenti del mondo politico , imprenditoriale, giornalistico, e dell’associazionismo. Il ricavato dell’asta verrà utilizzato per costruire una casa famiglia per l’accoglienza e il reinserimento dei malati di AIDS nella società.

Altri eventi si susseguiranno nel corso della settimana, con il nostro giornale faremo in modo di rendervi partecipi informandovi costantemente sulle attività che si terranno a sostegno della lotta contro l’AIDS.










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Di Sara Baldi (del 21/11/2008 @ 00:00:00, in Libri e pubblicazioni, linkato 78 volte)
APT Firenze ci porta alla scoperta delle bellezze nel territorio fiorentino e lo fa grazie alla nuova Guida ai musei della città e della Provincia appena pubblicata e presentata nei giorni scorsi presso Sala Pistelli sita nella sede della Provincia di Firenze, alla presenza dell’Assessore al Turismo e alla Cultura della Provincia Giovanna Folonari e del Direttore di APT Firenze Antonio Preiti.


La guida è illustrata, pubblicata in formato tascabile e stampata in cinque lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco), le schede, 166 sono dedicate ai musei presenti nella città di Firenze e nei comuni in provincia, vengono suddivise in sei criteri , distinti per motivo cromatico: ARTE ; ARCHEOLOGIA; SCIENZA & TECNICA; PALAZZI , VILLE & GIARDINI; LUOGHI DELLA FEDE; STORIA , COSTUME & TRADIZIONI.

Non è un mistero che Firenze sia una delle prime città al mondo per il proprio patrimonio culturale e artistico, se ne sono accorti anche coloro che hanno redatto la guida, rimanendo sorpresi per la grande ricchezza di questo territorio.

La guida è disponibile al prezzo di € 6,00 presso gli uffici informazioni turistiche APT Firenze e bookshop del Museo dell’Opera del Duomo, Cappella Brancacci e Palazzo Medici Riccardi.




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Di Fabiola Pinzi (del 20/11/2008 @ 18:00:00, in Mostre, linkato 82 volte)
A sud della penisola anatolica, su un'altura, nelle vicinanze della città di Urfa, si trova un piccolo gelso, sui cui rami sono appesi dei pezzi di stoffa. E' un albero dei desideri, un dilek aðacý, collocato in prossimità di uno dei più antichi e conosciuti templi risalenti all'età della pietra, il Göbekli Tempe.

Nella mostra di Matti Braun-Ozurfa, presso il Museion Casa Atelier, museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, in programma fino al 7 Dicembre, si “parla” degli intrecci, delle tradizioni culturali e dei miti di Urfa, città della Turchia, che ancora oggi testimonia la grandezza di tutte le civiltà che vi prosperarono.



L’artista ha realizzato questo progetto, caratterizzato da una particolare atmosfera severa, attraverso un gioco di forme geometriche, creato dalle fasce verticali e dalle linee oblique, di due grandi tessuti stampati in bianco e nero che intersecandosi formano dei rombi. I tessuti si estendono dal soffitto fino a giungere al pavimento. Le forme geometriche dei tessuti sono irregolari, infatti osservandoli attentamente si nota che la larghezza di ogni fascia varia lievemente. L’imperfezione è presente anche nella scultura in cemento, Concrete, la cui forma riprende tridimensionalmente le forme geometriche dei tessuti.
L’originalità dei tessuti che ci appaiono seriali ed allo stesso tempo innovativi, si ritrova anche nella stanza accanto, dove sono esposte una fila di sculture in vetro soffiato dalle diverse tonalità che hanno la forma di bolle. Troviamo inoltre una sequenza di fotografie che rappresentano la recente esibizione di un’ opera teatrale di Matti Braun-Ozurfa intitolata “The Alien”.



La storia racconta di un extraterrestre che cade in uno stagno di ninfee vicino ad un villaggio Bengali, creando scompiglio poiché va a scontrarsi con la normalità, il costume, la tradizione.
Le fotografie, tutte in bianco e nero, rappresentano vari momenti dell’opera e sono arricchite da strisce verticali, incorniciate da tessuti stampati che riconducono a quelli esposti in galleria.
L’ esposizione di Matti Braun se seguita con attenzione, anche nel minimo particolare, svela collegamenti sostanziali tra tutti gli elementi della mostra.
Il linguaggio che prende forma da questo tipo di espressività visuale è innovativo, moderno, personale e parzialmente astratto.
L’artista è divertito e interessato alle “variazioni genetiche” che sopraggiungono nel momento in cui memorie diverse, s’ incontrano casualmente.
I poster esposti sono parte integrante di tutte le mostre di Braun ed in questa ne espone uno stampato in 200 esemplari. In mostra sono presenti anche reperti archeologici e fotografie in relazione con la regione nei dintorni di Urfa.



Le immagini pubblicate sono foto di Ivo Corrà



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Di Elena Pratesi (del 20/11/2008 @ 00:00:00, in Mostre, linkato 90 volte)

Da pochi giorni è stata presentata presso la Fondazione Ragghianti diLucca la mostra “Faces- ritratti nella fotografia del XX secolo”, evento principale del LuccaDigitalPhotoFest 2008, che rimarrà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2009.

Un evento unico nel suo genere, una mostra che ricostruisce e attraversa la storia del ritratto fotografico attraverso le opere di importanti fotografi: immagini cariche di suggestione, simboli di una epoca.

Nata da una idea del direttore artistico del LuccaDigitalPhotoFest 2008 Enrico Stefanelli , la mostra è stata curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot; il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la Fondazione Licia e Carlo Ludovico Ragghianti e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Come precedentemente accennato si tratta di un evento unico nel suo genere, per la prima volta si ripercorre la storia della fotografia di ritratto del XX secolo attraverso circa 140 opere di 17 artisti, da Edward Steichen ad Andy Warhol e oltre.



Ciascuno degli artisti che sono protagonisti con le loro opere di questa esposizione, sono rappresentati da una serie di immagini, in modo da rendere possibile per chi le osserva riconoscere le caratteristiche primarie delle singole poetiche.

Dalla metà del XX secolo in Europa e America il declino dell'interesse verso le rappresentazioni figurative a favore dell'astrattismo, portò al ridimensionamento della produzione di ritratti, affidati sempre più spesso alla fotografia: catturare l’immagine e l’espressione del soggetto, scoprire nell’ambiente che lo circonda particolarità soggettive della vita del protagonista, il contesto sociale, peculiarità negli abiti indossati, gli oggetti circostanti, il tutto raccolto e rapito in un unico scatto fotografico.

Da questo è nata Faces, un progetto che vuole evidenziare l’evoluzione dello stesso concetto di ritratto “ambientato” nella fotografia internazionale del XX secolo; mettendo in luce la ritrattistica fotografica novecentesca confermando il legame con tradizione pittorica e la capacità di innovazione del mezzo.

Le opere provengono da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, fra cui il fra cui il San Francisco Museum of Modern Art, la Aperture Foundation di New York, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il Nederlands Fotomuseum di Rotterdam, l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh.

Appartengono inoltre alla George Eastman House di Rochester 31 delle opere in mostra. Numerose opere provengono infine da primarie collezioni private italiane e straniere e in alcuni casi dai fotografi stessi, coinvolti direttamente nella selezione delle immagini.

Durante la mostra avrete il piacere di osservare e confrontare immagini che sono divenute il simbolo della storia della fotografia, vere e proprie celebrità come “A flower girl at a wedding” di Diane Arbus, il ritratto di Isadora Duncan di Edward Steichen e la serie su Marcel Duchamp di Ugo Mulas.

A queste saranno affiancate alcune opere rare di esponenti altrettanto importanti della ricerca artistica internazionale, fra cui alcuni scatti ancora sconosciuti al grande pubblico realizzati a Luzzara da Paul Strand nell’ambito del progetto di “Un paese” e conservati presso la casa di Zavattini, oltre alle istantanee di Andy Warhol ripreso nel letto d’ospedale.

La mostra prende avvio con un ideale confronto tra i ritratti borghesi di Steichen e quelli dedicati alle popolazioni dei nativi americani di Edward Curtis, individuando così due poli che saranno sempre al centro della ritrattistica ambientata nel corso del secolo.

Una selezione di immagini di August Sander, provenienti dall'Archivio Sander conservato alla SK Stiftung di Colonia permettono poi di vedere il lavoro di quello che è stato considerato il più grande ritrattista del XX secolo, e non manca l'America rurale degli anni Trenta, ritratta con grande partecipazione emotiva da Dorothea Lange in una serie di storici scatti tratti dal progetto FSA provenienti dalla George Eastman House di Rochester.

Naturalmente è presente in mostra anche Arnold Newman, il fotografo americano per il quale, nel corso degli anni Cinquanta, è stato coniato il termine di “ritratto ambientato” e che nella selezione in mostra propone una carrellata di volti noti degli artisti e dei fotografi del periodo, da Georgia O’Keeffe ad Ansel Adams.

A queste saranno affiancate alcune opere rare di esponenti altrettanto importanti della ricerca artistica internazionale, fra cui alcuni scatti ancora sconosciuti al grande pubblico realizzati a Luzzara da Paul Strand nell’ambito del progetto di “Un paese” e conservati presso la casa di Zavattini, oltre alle istantanee di Andy Warhol ripreso nel letto d’ospedale.

La mostra prende avvio con un ideale confronto tra i ritratti borghesi di Steichen e quelli dedicati alle popolazioni dei nativi americani di Edward Curtis, individuando così due poli che saranno sempre al centro della ritrattistica ambientata nel corso del secolo.

Una selezione di immagini di August Sander, provenienti dall'Archivio Sander conservato alla SK Stiftung di Colonia permettono poi di vedere il lavoro di quello che è stato considerato il più grande ritrattista del XX secolo, e non manca l'America rurale degli anni Trenta, ritratta con grande partecipazione emotiva da Dorothea Lange in una serie di storici scatti tratti dal progetto FSA provenienti dalla George Eastman House di Rochester.

Naturalmente è presente in mostra anche Arnold Newman, il fotografo americano per il quale, nel corso degli anni Cinquanta, è stato coniato il termine di “ritratto ambientato” e che nella selezione in mostra propone una carrellata di volti noti degli artisti e dei fotografi del periodo, da Georgia O’Keeffe ad Ansel Adams.

Agli anni settanta è dedicata una particolare sezione della mostra, un periodo di autentica rivoluzione dei costumi e non solo, cambiamenti che non potevano essere trascurati dalla ritrattistica fotografica, la valenza sociale delle immagini di quel periodo rappresenta fonte di grande ispirazione per la fotografia che per assecondare la trasformazione applica modifiche anche ai propri canoni.

Ho deciso di pubblicare anche questa fra tante bellissime immagini, scegliere non è stato facile, diciamo che ho seguito le mie sensazioni, e con sincerità condivido con voi questo interesse scaturito da uno scatto di Larry Clark, autentico protagonista della fotografia del XX secolo.

Dello stesso autore citiamo la fondamentali serie di “Tulsa”, le immagini dedicate alla middle class da Bill Owens e gli straordinari ritratti di Ed van der Elsken, del quale verrà presentata la proiezione di oltre cinquanta diapositive che rendono appieno il clima di quegli anni.

Il percorso cronologico della mostra si conclude con la presenza dei lavori di autori delle ultime generazioni, fra cui in particolare Jitka Hanzlova e Adam Broomberg & Oliver Chanarin, che dimostrano il permanere di questa modalità rappresentativa nella pratica attuale e ne evidenziano le più recenti declinazioni.

Nel catalogo della mostra potrete trovare oltre ai saggi introduttivi dei curatori, la pubblicazione di tutte le opere esposte ed essenziali bio-bibliografiche di tutti gli artisti.

Sede: Fondazione Licia e Carlo Ludovico Ragghianti
Via San Micheletto 3 Lucca
Informazioni mostra:
info@fondazioneragghianti.it



Didascalie immagini in ordine di pubblicazione:
- PAUL STRAND The Family, Luzzara, Italy 1953
  © Aperture Foundation Inc., Paul Strand Archive
- AUGUST SANDER Middle-class Children 1925
  © Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur 
  August Sander Archiv, Koln By SIAE 2008
- LARRY CLARK Untitled, 1963
  Courtesy of the artist and Lurhing Augustine, New York

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Di Katty (del 19/11/2008 @ 00:00:00, in Mostre, linkato 189 volte)
Continua a Ferrara la felice scelta di far conoscere al grande pubblico pittori inglesi e quella di Joseph Mallord William Turner, anche per i prestigiosi prestiti arrivati da tutto il mondo, è destinata a diventare una delle mostre di spicco della stagione invernale.

Conosciuto come il "Pittore della luce", Turner nacque a Londra il 23 aprile 1775, oggi è considerato il maggiore interprete romantico il cui stile divenne base per la nascita dell'Impressionismo.

Considerato in vita figura controversa, il tempo lo ha invece imposto perché capace di far competere la "paesaggistica" con la pittura storica per le sue opere ad olio e gli acquerelli.

In tanti ritengono abbia genesi in Turner il culmine della rivoluzione impressionista dell’ultimo Monet e uno dei maggiori estimatori del maestro britannico, John Ruskin, di lui disse: «allo spazio limitato e alle forme definite del paesaggio tradizionale sostituì la grandezza e il mistero dei più vasti scenari della Terra» e ancora, Francesco Arcangeli, sostiene che nessuno «ha così radicalmente distrutto lo spazio rinascimentale e ogni idea di forma compiuta», creando una spazialità del tutto nuova, antiprospettica, satura di luce e di colore.

La nostra meravigliosa penisola è stata essenziale nella maturazione di tale poetica e nei numerosi soggiorni egli dedicò la massima attenzione all’opera di maestri italiani antichi e moderni traendo ispirazione per molte delle sue opere più celebri.
La scoperta della luce mediterranea, gli scenari alpini, le atmosfere veneziane contribuirono alla formazione di uno stile innovativo e modermo e la mostra, supportata da un pregevole volume edito da Ferrara Arte, è la prima rassegna ad indagare capillarmente su tali incidenze e ripercorre, da questo inedito punto di vista, la carriera e gli spostamenti di Turner.

Il curatore James Hamilton ha selezionato oltre novanta opere tra dipinti, acquerelli, taccuini, incisioni, documenti e libri illustrati per otto punti di riferimento.



Sognando l’Italia parte appunto dall’amore dell'artista per il nostro paese con lo studio di incisioni e dipinti di soggetto italiano conservati in collezioni inglesi traendo insegnamento dai maestri del passato e dall'opera dei paesaggisti britannici della generazione precedente, come Richard Wilson e John Robert Cozens, che l'avevano visitata e ritratta.

Dalle vette dei monti: il primo sguardo all’Italia dedicata al primo viaggio del 1802 nel continente quando la pace di Amiens tra Inghilterra e Francia permise a Turner di attraversare la Manica, l'atteso soggiorno a Parigi e sulle Alpi gli offrì la possibilità di approfondire la conoscenza dei maestri italiani al Louvre, oltre ad affacciarsi in Italia (testimoniato dallo scenario della Valle d’Aosta che lo dovette impressionare molto, riempiendo due album di studi, ritornandoci poi più volte e trovandovi ispirazione fino alla tarda maturità).

Turner dovrebbe venire a Roma è una esclamazione del 1819 di Thomas Lawrence, presidente della Royal Academy, che in una lettera annotava: «Turner dovrebbe venire a Roma […] Qui il suo genio troverebbe pane per i suoi denti. […] In lui c’è un’eleganza, spesso una grandezza d’invenzione che necessita di uno scenario come questo per esprimersi liberamente.
Dopo il viaggio del 1802, Turner aveva iniziato a cimentarsi con successo con soggetti tratti dalla letteratura classica (lo testimonia quello che viene considerato il capolavoro della prima maturità, Il lago d’Averno. Enea e la Sibilla dipinto nel 1814-15 che rivela il suo interesse per il poema di Virgilio e la sua grande ammirazione per il paesaggio classico di Claude Lorrain) e in mostra anche l'indedito confronto con il capolavoro di Lorrain, Paesaggio con Apollo e le Muse del 1652, in prestito dalla National Gallery of Scotland.

In viaggio verso Roma ha inizio il primo agosto 1819 quando Turner lasciò Londra diretto in Italia, munito di taccuini di appunti elaborati prima della partenza, con molte le tappe di avvicinamento: Torino, Milano, i laghi, Venezia, Bologna, Ancona, Spoleto, Narni (al rientro anche Firenze).
A Roma Turner condusse un’intensa vita sociale, conobbe Canova e venne eletto membro dell’Accademia di San Luca e lavorò senza sosta come rivela il vasto ed affascinante nucleo di acquerelli dedicati ai più illustri siti della città eterna e alla campagna romana.



Assimilando la luce italiana dimostra come il viaggio in Italia lasciò un segno molto profondo e, negli anni successivi, il ricordo affiorò frequentemente nella sua pittura modificata dalla brillantezza della nostra luce attraverso un’ampia gamma di gialli. Turner attinse fortemente ai taccuini italiani per realizzare tele ambiziose, da presentare alla Royal Academy, e una serie di acquerelli, molti dei quali destinati ad essere tradotti in incisioni che diffusero la sua notorietà (nei primi anni Trenta il grande successo dei volumi con i versi di Samuel Rogers, le opere di Byron, corredati dalle incisioni tratte da suoi acquerelli).

Trionfo romano sono le opere realizzate a partire dal secondo soggiorno romano del 1828 al culmine del successo internazionale. In questa fase, oltre agli studi dal vero, Turner si affida al ricordo e all’emozione per cogliere l’essenza della realtà e dare forma a vedute indimenticabili e sempre meno descrittive.
In questa sezione un'importante selezione in prestito dalla Tate accanto ad alcune delle tele degli anni Trenta nelle quali il ricordo del nostro paese si dissolve in paesaggi sempre più rarefatti.

La luce di Venezia che catturò la fantasia di Turner in maniera profonda (vi soggiornò nel 1819, nel ’33 e nel ’40) e i riflessi sulla laguna e le foschie sollecitarono la sua opera a una svolta radicale.
La mostra riunisce un nucleo di opere che testimonia l’attenzione agli effetti atmosferici e di luce.



L’ultima, radicale maniera è l'ultimo periodo di vita dove Turner tende al definitivo superamento di quattro secoli di convenzioni di rappresentazione della realtà: dalla visione prospettica alla determinatezza delle forme e dei colori in una esplorazione creativa e l’Italia è ancora ispiratrice.

Dopo Ferrara la mostra proseguirà prima per Ediburgo e dopo Budapest.


Ferrara, Palazzo dei Diamanti, fino al 22 febbraio 2009
www.palazzodiamanti.it

iniziative collegate come la rassegna di concerti
"Il suono dell'arte" metamorfosi musicali nel secolo di Turner
www.teatrocomunaleferrara.it



Didascalie immagini in ordine di pubblicazione
- Passo del San Gottardo dal centro del ponte del Diavolo, 1804
  Acquerello e raschiature su carta, mm 1010 x 680
  Kendal, Abbot Hall Art Gallery © The Bridgeman Art Library /
  © Abbot Hall Art Gallery, Kendal
- Paesaggio con fiume e una baia in lontananza, 1840-50
  Olio su tela, cm 93 x 123 Parigi, Musée du Louvre
  © foto RMN / Hervé Lewandowski
- Paesaggio con fiume e una baia in lontananza, 1840-50
  Olio su tela, cm 93 x 123 Parigi, Musée du Louvre
  © foto RMN / Hervé Lewandowski
- Venezia. La Piazzetta con il doge che celebra la cerimonia dello
  sposalizio del mare, c. 1835
  Olio su tela, cm 91,4 x 121,9
  Londra, Tate. Lascito dell’artista, 1856 © 2008 Tate

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