Nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma è possibile ammirare “Michelangelo giovane, il crocifisso ritrovato” scultura lignea, riemersa al mercato antiquario da una famiglia fiorentina, con caratteristiche databili 1495 e attribuibili al giovane Buonarroti. Non esistono documenti scritti a supporto dell'effettiva realizzazione michelangiolesca, ma quindici anni di studi e valutazioni hanno convinto tutti gli esperti della mano che ha realizzato questo crocifisso scolpito in legno di tiglio policromo, raffigurante il corpo nudo di Cristo, in posa frontale. Per la struttura affusolata il pensiero corre a un altro crocifisso in legno, quello del 1492 per Santo Spirito, realizzato in occasione degli studi effettuati sui cadaveri durante i quali Michelangelo ebbe modo di approfondire la conoscenza dell’anatomia umana. Stupisce la bellezza per la perfezione delle proporzioni, iscrivibile in un cerchio e in un quadrato come l'Uomo Vitruviano di Leonardo, la correttezza anatomica e la qualità scultorea in questa figura di concezione grandiosa e nobile, vigorosa e delicata. Per la cura dei dettagli, il "Cristo crocifisso" nonostante le dimensioni (cm 41,3x41,3) si impone con la maestà e l'intensità di una scultura monumentale. L'esposizione alla Camera dei deputati offre al grande pubblico l'occasione per godere gratuitamente di una grande acquisizione (tre milioni e duecentocinquantamila euro) al patrimonio storico-arrtistico disposta dal Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali. All'inaugurazione, alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano, è stato ribadito come l'iniziativa si inserisca nella volontà della Camera dei Deputati di rendere il Palazzo di Montecitorio, quanto più possibile, …
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Benvenuti su Arte e Arti
Formulando gli Auguri per l’Anno appena iniziato, eccoci puntuali alla ripresa delle pubblicazioni quotidiane dopo la sosta natalizia.
Ben ritrovati a tutti, anche a chi approdana per la prima volta a questa nuova piattaforma.
Dal 14 dicembre siamo migrati dal blog per lo strepitoso successo decretato dalle migliaia di lettori che non ringrazieremo mai abbastanza.
Ancora per un po’ di tempo l’attuale impaginazione ricalcherà quanto più possibile il blog di Cinzia perché ognuno possa muoversi come di abitudine.
Niente è variato nei contenuti perché restiamo sempre con i piedi ben piantati a terra, consapevoli della nostra formula vincente: entusiasmo, semplicità, serietà e impegno costante.
Editori di noi stessi, in assenza di qualsiasi forma pubblicitaria, garantiamo l’apporto del valore aggiunto della massima libertà espressiva e pubblicando "only online" non ci saranno alberi abbattuti a causa della nostra Associazione per questa attenta selezione di offerte del panorama nazionale.
Al momento l’archivio è incompleto, ma in tempi brevi potrete leggere anche tutti gli articoli apparsi sul blog.
Ancora un grazie alla vostra costante e appassionata presenza che contiamo di soddisfare ogni giorno di più.
Firenze, 7 gennaio 2009
La Redazione
Il mondo dell’iconografia è un mondo affascinante e misterioso, arduo, ma inevitabilmente accessibile. Esso permette di cogliere quella che è l’evoluzione degli schemi rappresentativi di un dato soggetto a seconda dell’epoca e del preciso contesto culturale in cui l’opera è stata svolta. Insomma, permette a chiunque di riconoscere il soggetto di un quadro e perciò il suo significato più profondo, abbellito di volta in volta dalla fantasia e dalla creatività di ogni autore. A rincarare sulla spinosità dell’argomento, soprattutto in ambito religioso, mi corre alla mente il delicato processo di ricomposizione dell’unità della Chiesa lacerata dalla riforma protestante (la cosiddetta “Guerra delle immagini” scaturita dalla critica a quell’arte che aveva distolto l’attenzione dal vero significato sacro) e tutto il delicato iter che vide protagonista il cardinale Gabriele Paleotti, autore di nuove strategie di comunicazione, che influenzarono e, anzi determinarono con forza l’arte sacra della Controriforma giocando proprio sul ruolo fondamentale della chiarezza e dell’iconografia. Dopo San Francesco e Sant’Antonio affrontati in precedenza verranno ora approfondite le varianti iconografiche sulla figura di San Pietro apostolo e martire, su cui si fonda la fede della Chiesa Romana in Cristo. Pietro era nato a Bethsaida, un villaggio sul mar di Galilea, e il suo …
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Finalmente Magritte! E' quello che mi sono detta mentre varcavo la soglia di Palazzo Reale a Milano una mattina uggiosa, dopo essermi fermata a rimirare il Duomo appena rimesso a nuovo, per vedere l'ultima mostra allestita sull'artista belga. Di lui ho sempre amato la lucidità di pensiero e il suo modo composto e lineare di rivoluzionare l'arte. Il titolo della mostra è già di per sé evocativo dell'universo artistico di Magritte: “Il mistero della natura”. Questa linea di percorso è stata voluta dai curatori Michel Draguet e Claudia Beltramo Ceppi per sottolineare il rapporto diretto dell'artista con l'indagine della natura, nella quale si manifesta il mistero della realtà. La rassegna presenta centodieci dipinti oltre a gouaches e sculture provenienti da collezioni private e dai Musée royaux des Beaux-Arts del Belgio, la collezione pubblica più rilevante di opere di Magritte. I curatori hanno voluto presentare accanto alle opere le parole dell'artista come unica guida del percorso espositivo, lasciando la libertà di interpretazione al visitatore. Mistero è la parola chiave con la quale Magritte mette in discussione i luoghi comuni dell'arte e del pensiero. Coma afferma Arturo Schwarz nel testo in catalogo edito da Giunti Arte: “Il compito dell'artista, secondo Magritte, doveva essere …
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di Daniela Vannini L’Oriente sbarca a Torino, incontra il barocco Mazzonis e nasce il Mao, Museo d’Arte orientale. Sintesi mitologica o semplice casualità? No. Una perfetta sinergia. Oltre 1400 metri quadri espositivi, circa 1500 opere, cinque sezioni espositive. Con questi numeri il Mao si affaccia a testa alta sullo scenario non solo nazionale, diventando il quarto museo italiano di arte orientale, ma anche su quello europeo. Protagonisti di questa impresa faraonica sono Comune, Regione Piemonte, Fondazione Torino Musei e Compagnia di San Paolo che hanno reso possibile il restauro del settecentesco Palazzo Mazzonis collocato nel cuore del “quadrato romano” della città. Con questo progetto, Torino - affascinata da sempre alle culture lontane e oggi città di nuova emigrazione - vuole porsi come punto strategico dell’integrazione proprio attraverso questo straordinario patrimonio artistico e culturale in cui possono riconoscersi molte comunità presenti nel capoluogo piemontese. Ci aspetta un viaggio seducente e avventuroso che dall’Asia minore attraversa la Cina e poi la regione himalayana passando per i paesi islamici per approdare infine nel paese del Sol Levante, il Giappone. Un percorso destinato inevitabilmente a scalfire il nostro orgoglio occidentale e a farci sentire un po’ dei Marco Polo alla corte del Gran Khan. Al …
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Si prepara il gran finale per l'anno Pucciniano. La serie degli eventi, susseguiti nell'anno che oggi si conclude, hanno ricordato uno degli indiscussi operisti della storia con un contributo corale che vedrà celebrazioni sparse proprio per tutto il globo, dalla Cina all’ Australia, all’ America, all’ Europa. Ma saranno le città di Torre del Lago prima e Lucca poi a prepararsi per il Puccini Day, che ha preso avvio ieri con il posizionamento di una lapide a ricordo dell’anniversario dei 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini. Sempre ieri, domenica 21 dicembre, spostandoci a Viareggio alle 21,30 si è tenuto il Gala Lirico. Le celebrazioni continueranno fino alle ore 20.30 di oggi, con un concerto straordinario della Royal Philharmonic Orchestra al Teatro del Giglio di Lucca, a conclusione delle celebrazioni per il 150° anniversario dalla nascita del grande Maestro. Sempre oggi verrà consegnato a Firenze dal Presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Massimiliano Simoni , il 38° Premio Puccini a Woody Allen, in occasione del concerto che terrà il regista al Comunale di Firenze. Premio conferito quest’anno a Woody Allen per la regia dell’opera lirica allestita da Gianni Schicchi a Los Angeles. Non solo grandi nomi internazionali hanno partecipato alle celebrazioni di Puccini. Il volume fotografico “Giacomo Puccini. …
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